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[1/2] - [28/2]     Terni
San Valentino

Chi era San Valentino? Il santo martire nasce a Terni intorno al 175 d.C e diviene il primo vescovo della città nel 197 d.C. per l'investitura di Papa Feliciano. La storia e la leggenda Per la tradizione San Valentino è l'autore di numerosi miracoli ma soprattutto si guadagna l'appellativo di Santo protettore degli innamorati o "santo dell'amore" quando celebra il matrimonio fra il legionario romano Sabino ed una giovane cristiana Serapia. San Valentino muore il 14 febbraio 273 d.C. per ordine del prefetto romano Placido Furio durante le persecuzioni ordinate dall'imperatore Aurelio. La sua colpa è quella di aver sostituito con un sacramento religioso cristiano l'antico rito pagano della festa della fertilità, i Lupercalia, consacrato al dio Lupercus. La sua vita dedita all'apostolato, e nobilitata dal martirio, indusse nel 1644 i cittadini a proclamarlo Patrono di Terni. Ma la notorietà internazionale di San Valentino si deve alla leggenda, nata nei paesi anglosassoni, secondo la quale egli fosse solito donare ai giovani suoi visitatori un fiore del suo giardino. Tra due di questi giovani nacque un amore che portò ad un unione tanto felice che molte altre coppie seguirono il loro esempio, a tal punto da indurre il Santo a dedicare un giorno dell'anno ad una benedizione nuziale generale. Ancora oggi nella Festa della Promessa prima i fidanzati giunti a Terni da mezzo mondo si scambiano un voto d'amore, poi gli sposi che hanno raggiunto il venticinquesimo o il cinquantesimo anno di matrimonio possono rinnovare l'impegno del loro legame. Altre fonti fanno risalire ad eventi diversi la qualifica del Vescovo a Santo dell'amore; per alcuni addirittura il fatto è assolutamente casuale essendo la conseguenza di una donazione che Papa Paolo II alla metà del 1400 aveva elargito alle donne nubili proprio il 14 febbraio. L'attuale Basilica di San Valentino fu costruita nel 1605 sui resti di precedenti templi, e contiene opere di un certo interesse, in particolare nella cripta. Attorno alla Basilica si concentrano ogni 14 febbraio i festeggiamenti per il giorno di San Valentino, con il tradizionale mercato, le manifestazioni ed i premi. La Festa di San Valentino 2008 Ogni anno durante il mese di febbraio Terni rende omaggio a San Valentino, patrono della città, con una cornice di appuntamenti culturali, riflessivi, di festa, ma anche liturgici volti a tenere insieme la dimensione religiosa delle celebrazioni del Santo e quella civile delle iniziative ispirate alla forza evocativa dello stesso.
[21/2] - [28/2]     Valnerina
Mostra Mercato del Tartufo nero

Mostra Mercato del Tartufo nero e dei prodotti tipici della Valnerina
[1/3] - [30/4]     Fiamenga
Venerdì Santo

Processione del Cristo Morto e sacra rappresentazione della Passione Del Signore Gesù Cristo
[20/3] - [21/3]     Norcia
San Benedetto

Il 20 e il 21 marzo si svolge questa festa in onore di San Benedetto da Norcia, fondatore dell’Ordine, che venne appunto chiamato benedettino. Durante la festa si tiene una rievocazione storica con la lettura pubblica degli antichi statuti cittadini scritti in volgare, la processione solenne, il corteo in costume e un torneo alla balestra.
[24/3] - [31/3]     Scheggino
Degustazione del Tartufo

Degustazione del Tartufo a Scheggino
[2/6] - [15/6]     Castelluccio
Festa della Fiorita

Festa della Fiorita di Castelluccio di Norcia
[15/08/2008] - [17/08/2008]     Montefalco
Santa Chiara

Montefalco è in fermento per la festa di S. Chiara della Croce del prossimo 17 agosto, ricorrenza liturgica dal sapore particolare, in quanto cade nell’anno sette volte centenario della morte della santa. Alle 18 di domenica 17 agosto, presso la piazza del Comune di Montefalco, ci sarà il solenne pontificale presieduto dal cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace. Con lui l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Riccardo Fontana, il generale degli agostiniani Robert Prevost, il priore di Montefalco, mons. Alessandro Lucentini, i sacerdoti diocesani, delegazioni di monache agostiniane provenienti da vari monasteri italiani e autorità civili. Il Comune di Montefalco, di cui è sindaco Valentino Valentini, ha voluto compiere un gesto forte in onore della santa nell’anno del centenario: via Verdi, quella dove si trova il monastero, diventerà d’ora in poi via S. Chiara. La scelta la spiega direttamente il primo cittadino: “ci sembrava importante sottolineare l’anno sette volte centenario della morte della nostra Santa Chiara anche con alcune azioni dell’amministrazione comunale. Come prima cosa abbiamo voluto colmare un vuoto di 700 e cioè intitolare una via a S. Chiara. Era assurdo che a Montefalco non ci fosse una strada o una piazza dedicata alla santa patrona. Questo centenario mi pare il momento più opportuno per dedicare a S. Chiara la strada che circonda il monastero”. A ricordo di questo importante anno centenario il Comune ha predisposto anche un annullo filatelico, che riporta l’immagine di S. Chiara affrescata da Benozzo Gozzoli. L’olio per accendere la lampada votiva, invece, verrà offerto dal comune di Cascia, patria di un’altra grande agostiniana, S. Rita. Un’altra particolarità di questa festa 2008 è che la sera della processione (sabato 16 agosto ore 21) uscirà per le vie di Montefalco anche l’urna di S. Chiara. Ciò non accadeva dal 1968. Ci sono delle persone, però, che questa festa la sentono particolarmente, più di tutti gli altri. Sono le monache eredi del messaggio di S. Chiara che vivono nel chiostro agostiniano di Montefalco. “La preparazione a questo grande evento, afferma la nuova badessa del monastero, madre Maria Rosa Guerrini, per noi è iniziata già da un anno, dallo scorso settembre, per la festa dell’esaltazione della Croce. La comunità, oltre a questi momenti celebrativi in cui partecipa tutta la Chiesa, ha scelto di fare un cammino di rinnovamento al suo interno. E’ da una anno che ci siamo messe in cammino cercando di rivedere la nostra vita comunitaria e spirituale, dando importanza al desiderio di ripartire dal cuore di ognuna di noi. Vogliamo ripartire chiedendoci che cosa c’è nel nostro cuore e quindi rimettere a fuoco i motivi della nostra scelta, della nostra chiamata, del nostro servizio alla Chiesa. Con la testimonianza, con la preghiera e con l’ascolto della Parola proveremo a fare ciò”.
[21/8] - [21/8]     Cascia
Santa Rita

Nella notte tra il 21 e il 22 maggio di ogni anno Cascia tributa a Santa Rita una festa grandiosa e ricca di eventi. La festa è particolarmente articolata e momenti puramente celebrativi si alternano ad ampi spazi di riflessione e ad una liturgia che ha secoli di storia. Parliamo dei “Giovedì di Santa Rita”, una pratica devozionale nata quasi trecento anni fa e mai interrotta: per i quindici giovedì che precedono la festa del 22 maggio, in diverse ore del giorno hanno luogo incontri di fede in preparazione della festa. Le funzioni religiose della novena vedono la partecipazione di numerosi comuni della Valnerina, che organizzano specifici ed affollati pellegrinaggi. Nel nome di Rita, in ossequio al messaggio di pacificazione che la Santa ci ha lasciato cinquecento anni fa, c’è una grande mobilitazione che coinvolge cittadini di tutta Italia e da molti paesi europei e del mondo. Questa vera e propria esigenza di fratellanza viene manifestata anche con il gemellaggio che annualmente Cascia intrattiene con una diversa città italiana o europea: per buona parte dell’anno avvengono periodici incontri con la città gemellata prescelta, vengono organizzate manifestazioni, organizzate reciprocamente. Il tutto per creare saldi legami fra le due realtà urbane. Dalla città gemellata, ogni anno nei giorni precedenti la festa di Santa Rita (solitamente una settimana prima), parte la fiaccolata: atleti del gruppo sportivo più rappresentativo della città portano, con lunghissime staffette, fino a Cascia. Dopo aver percorso centinaia di chilometri, maratoneti, ciclisti, pattinatori, calciatori, tutti giungono puntuali la sera del 21 maggio di fronte al Sagrato della Basilica di S. Rita per consegnare al Sindaco la fiaccola della propria città. E’ proprio il Sindaco ospitato che, alla presenza del Sindaco di Cascia e di tutti i primi cittadini della Valnerina, accende la fiamma di un tripode. Viene così suggellata un’amicizia duratura e viene dato fuoco alle numerose fiaccole che per tutta la notte bruciano a Cascia e nelle colline circostanti: è “l’incendio di fede”, suggestivo rito di fuoco celebrato in onore a Santa Rita. Le fiaccole rischiarano la notte e accolgono l’incessante arrivo di pellegrini. Per tutta la notte, una fila interminabile di pullman ha come meta Cascia. Il giorno dopo i pellegrini attendono lungo i bordi delle strade lo snodarsi della processione. La sfilata del corteo storico, che alle porte di Cascia si unisce alla processione proveniente da Roccaporena, è il momento più atteso da quanti sono giunti in questi luoghi per vivere le intense emozioni che la vita di Rita sa rendere ancora oggi nell’animo dei suoi fedeli. Il grande rigore storico della ricostruzione conferisce maggiore suggestione e, in quadri viventi, viene riproposta la vita della Santa. Ed è una vita che del Medioevo coglie gli aspetti più forti: si parla di amore, di odio, di perdono, di vendetta, di vita e di morte, di guelfi e ghibellini, in una visione completamente al femminile. E mentre altrove a dominare questi eventi ci sono re e condottieri, qui a Cascia la protagonista è un’umile donna, piccola di statura ma grande nella fede e nei suoi ideali di pace. Il suo esercito è la sua gente, la gente normale, come i contadini, gli artigiani, i mendicanti, le consorelle del Monastero. Il corteo storico giunge poi al Sagrato della Basilica di Santa Rita: è qui che viene impartita una solenne benedizione. I ruoli si invertono: protagonisti diventano gli spettatori, i fedeli, che a migliaia levano alti, rivolti al cielo, mazzi di rose, il fiore amato da Rita, il suo simbolo. Un gesto poetico che rinnova un miracolo di quasi cinquecento anni fa e che ogni anno emoziona tutti coloro che hanno la fortuna di poter essere presenti.
[3/10] - [4/10]     Assisi
San Francesco

Grandi festeggiamenti, celebrazioni, solenni cerimonie, canti e danze popolari in onore di San Francesco patrono d'Italia. I due giorni comprendono anche manifestazioni civili con le massime autorità della Regione Umbria e del Comune di Assisi. Il 4 ottobre si svolge la cerimonia di accensione della Lampada votiva sulla tomba di S. Francesco. Questo gesto di devozione prevede che ogni anno, a turno, una regione italiana offra l'olio per la Lampada che verrà accesa l'anno successivo.